I depositi IVA: analisi e commento alla disciplina prevista dall’art. 50bis del D.L. 331/93, alla luce dei recenti interventi di prassi e della giurisprudenza comunitaria.

SOMMARIO: 1. Premessa – 2. Definizioni generali e peculiarità – 3. Le operazioni agevolate – 4. L’introduzione fisica dei beni e la loro estrazione – 5. La determinazione della base imponibile – 6. La sentenza “Equoland” ed i suoi effetti sul contenzioso in essere.
1. Premessa
Tema in oggetto è stato interessato di numerosi interventi di prassi nel corso del 2014 e nei primi mesi del 2015 per effetto di un’importante pronuncia della Corte di Giustizia Europea emanata nel luglio dello scorso anno. Nello specifico parliamo della sentenza C-272/2013, relativa a una controversia tra una società cooperativa (Equoland Soc. coop. arl) e l’Agenzia delle Dogane di Livorno. In sintesi, dato che questo argomento sarà oggetto di uno specifico capitolo nel corso della trattazione, i giudici comunitari hanno contestato l’operato dell’Amministrazione Finanziaria italiana che aveva escluso il diritto alla detrazione IVA in seguito all’insussistenza di requisiti formali connessi all’utilizzo dell’istituto in analisi. L’attualità della materia è dettata, quindi, dagli importanti principi espressi dai giudici comunitari da cui discendono effetti dirompenti sul contenzioso in essere con l’Amministrazione Finanziaria ampiamente ripresi dall’Agenzia delle Dogane nella Circolare16/D del 20 ottobre 2014 e dalla Agenzia delle Entrate nella Circolare12/E del 24 marzo 2015.