Il falso in arte: specificità giuridiche e strumenti di tutela

Sommario: 1. Premessa – 2. Tipologie di falso e problematiche giuridiche connesse –  3. Rimedi in caso di acquisto di opera d’arte falsa –  4. Profili di responsabilità: arricchimento ingiustificato e risarcimento del danno da falsa attribuzione  – 5.  Accertamento in sede giudiziaria dell’autenticità dell’opera d’arte – 6. Conclusioni

 

  1. Premessa

Un tema centrale nelle dinamiche del mercato dell’arte, fortemente connesso all’autenticità di un’opera fino al punto di rappresentarne in certo modo l’evoluzione patologica, è quello del falso artistico. Nelle creazioni d’arte contemporanea e particolarmente in quelle cosiddette dematerializzate (in relazione alle quali maggiormente si complica il concetto di falso) il contenuto del lavoro consiste sovente in un’operazione meramente intellettuale compiuta dall’autore; pertanto il momento della certificazione di autenticità ed originalità non consiste più, come avveniva in passato per le espressioni tradizionali dell’arte, con la realizzazione materiale, bensì col progetto o certificato che la accompagna e ne riporta la firma dell’artista[1].  L’autenticità della creazione immateriale, in altri termini, viene garantita da una convenzione linguistica contenuta in un contratto o certificato e, dunque, fonda la propria validità su elementi estranei alla forma espressiva dell’opera: da un lato la dichiarazione dell’artista stesso e, dall’altro, il riconoscimento di valore da parte del mondo dell’arte[2].

Tale documentazione, costituendo allo stesso tempo la garanzia (spesso l’unica) dell’esistenza dell’opera e la traccia lasciata dall’artista per la sua realizzazione, riattivazione od eventuale successiva riproduzione, permette al collezionista che l’acquista di dichiararsene unico proprietario e, conseguentemente, il solo soggetto autorizzato a darne esecuzione, esposizione o comunque a poterne legittimamente disporre.

Il carattere immateriale di talune espressioni artistiche contemporanee rende inoltre particolarmente complicato enumerare e monitorare la quantità di esemplari potenzialmente esistenti o realizzabili delle stesse: la possibilità che sul mercato circolino copie non autorizzate, se non addirittura veri e propri falsi dell’opera protetta, è una delle maggiori preoccupazioni che investe gli artisti contemporanei.

Ecco perché, attraverso lo strumento dell’autonomia contrattuale, le parti (tipicamente l’artista da un lato e il collezionista, la galleria d’arte o gli altri possibili attori del mercato dall’altra) possono convenire pattiziamente i termini della circolazione di simili lavori e, soprattutto, le modalità di certificazione della loro autenticità ed unicità (o serialità), assegnando un limite espresso agli esemplari autorizzati dall’artista.