La disciplina delle holding industriali e gli effetti dell’abrogazione dell’art 113 del TUB

Sommario:
1. Premessa – 2. Le tipologie di holding – 3. La disciplina degli interessi passivi- 4. Gli effetti ai fini IRAP – 5. La comunicazione all’Anagrafe tributaria – 6. Conclusioni
1. Premessa
Il D.Lgs. 141 del 13 agosto 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 207 del 4 settembre 2010, recependo la direttiva comunitaria n. 2008/48/CE, ha operato una riorganizzazione organica del Titolo V del TUB (Testo Unico Bancario), il quale, peraltro, aveva già subito un primo cospicuo intervento normativo lo scorso anno con il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 29, del 17 febbraio 2009.
Nonostante sia rimasto invariato il nome, “Soggetti operanti nel settore finanziario”, il nuovo Titolo V si rivolge esclusivamente ai soggetti che svolgono un’attività finanziaria nei confronti del pubblico.
In particolare, con l’art. 10, comma 7, del D.Lgs. n. 141/2010, il Legislatore ha abrogato l’art. 113 del TUB, il quale prevedeva, per tutti i soggetti che esercitavano in via prevalente un’attività finanziaria non rivolta nei confronti del pubblico, l’iscrizione in un’apposita sezione dell’elenco generale; tali soggetti sono stati pertanto cancellati da tale elenco a partire dalla data di entrata in vigore del decreto, ossia dal 19 settembre 2010.
L’abrogazione dell’art. 113 del TUB, essendo quest’ultimo richiamato da diverse norme di carattere fiscale, comporta un’analisi sui possibili effetti che la stessa potrebbe causare alla disciplina applicabile ai soggetti precedentemente obbligati all’iscrizione; in particolare, alla luce della nuova normativa, dovranno essere riesaminati i seguenti aspetti:
  • l’applicazione dell’art. 96 del TUIR relativo alla deducibilità degli interessi passivi ai fini IRES;
  • l’applicazione dell’art. 6, comma 9, del D.Lgs. 446/1997, relativo alla determinazione del valore della produzione ai fini IRAP;
  • gli obblighi in materia di comunicazioni all’Anagrafe Tributaria.
Tra le società maggiormente interessate da tali novità, ci sono sicuramente le holding.
Prima di addentrarci nell’analisi degli effetti fiscali che il nuovo decreto potrebbe apportare, è però necessario inquadrare brevemente gli elementi caratteristici di tali società nonché le diverse possibili classificazioni.